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Mammah24 Incontra Adriana Cantisani

Ciao Amiche di Mammah24

Una delle cose che ho pensato quando ho aperto il mio blog, era quello di contattare Adriana Cantisani.

Mi è sempre piaciuta la sua calma nell’affrontare situazioni che, quotidianamente noi mamme viviamo con i nostri bambini, trovo delizioso il suo italiano vestito da English. Competente e presente suoi social con i suoi live, con cui parla, con mamme che hanno bisogno di consiglio.

Insomma, quando lo contattata, lei subito ha accettato, subito si è resa disponibile, inoltre voglio specificare che il tutto è a titolo gratuito, e questo non ha fatto altro che confermare la stima nei suoi confronti.

Adesso iiniziamo! 😊

Adriana, a che età è bene approcciare i bambini con un’altra lingua in concomitanza con la propria, ma soprattutto in che modo?

Prima si inizia, meglio è, anche fin dalla nascita. Secondo la ricerca nel campo dell’acquisizione linguistica una delle cose più importanti è che il bambino riceva ogni lingua da una fonte (persona) diversa e che questa persona sia costante nell’utilizzo della lingua scelta. Ad esempio, se si sceglie di parlare in inglese si parlerà sempre in inglese. Possono sorgere dei problemi nell’acquisizione di entrambi le lingue (la lingua madre e l’altra) quando una persona parla a volte nella lingua A e a volte nella lingua B.

Lei è stata la creatrice del metodo English is Fun, Ci spieghi cos’è?!

E’ un metodo didattico inclusivo per tutti i bambini per insegnare l’inglese e ormai leader in Italia dal 2001 . E’ un metodo ludico e creativo che propone delle esperienze di apprendimento mirate non solo a insegnare l’inglese ma di sviluppare le naturali abilità di apprendimento dei bambini, accompagnando e stimolando il loro sviluppo globale.

Spesso ai bambini è difficile far portare avanti un compito che gli è stato dato, iniziano a protestare, (perché devo farlo adesso!! No!! Adesso mi annoio) Qual è il giusto metodo affinché i nostri figli possano ascoltarci?

E’ impossibile rispondere in due righe ma io dico sempre ai genitori che il più delle volte non sono i bambini che non ascoltano ma noi adulti che non sappiamo comunicare esattamente quello che ci aspettiamo da loro

.Mio figlio di 2 anni è un continuo capriccio, vuole sempre lui l’ultima parola, se ha deciso che si esce con il pigiama, non c’è verso di fargli cambiare idea, quando necessariamente gli dico, che per uscire di casa dobbiamo indossare i vestiti, iniziano, così i capricci, pianti e urla. Come possiamo gestire i capricci dei nostri bambini?

La risposta è legata a quella di prima e anche qui elencare una strategia impiegherebbe tanto tempo. E’ possibile però che il bambino faccia così perché vorrebbe avere voce in capitolo, allora diamogliela: a volte fornendo una semplice scelta (vuoi mettere la maglietta blu o quella rossa?) permette al bambino di sentirsi importante ed artefice della propria vita.

Il covid 19 come in un film ha pigiato il tasto “pausa” ⏸ nella vita di noi tutti. Tutto questo come ha cambiato secondo lei la vita dei nostri figli e soprattutto, cosa resterà dentro di loro?

Sicuramente non è stato un periodo facile né per loro né per noi ma il bambino ha la fortuna (o il dono o l’intelligenza o leggerezza—- ci sarebbero tante parole!) di adattarsi spesso meglio degli adulti. Vive le esperienze in base a come vengono proposte. Non so se avete visto La Vita E’ Bella? Avete presente come il padre rende “vivibile” la tragedia dell’olocausto presentandolo come un gioco? Ecco, mi viene la pelle d’oca al solo pensarci…. Se i bambini sentono gli adulti lamentarsi, spaventarsi, intristirsi per quello che è successo o sta succedendo risponderanno adeguatamente. Se invece viene vissuto con allegria e positività anche loro lo vivranno così. E’ molto importante durante i momenti di tragedia (Covid, terremoti, terrorismo, ecc.) di far prevalere sempre il lato positivo delle cose (la gente che si aiuta a vicenda; i pompieri che scavano nelle rovine per salvare la gente; la barista che porta cappuccino e brioches ai pompieri— insomma, tutti che fanno la loro parte per essere di AIUTO l’uno all’altro. Il messaggio che deve sempre passare è quello della SPERANZA e di non arrendersi mai.

Continuando sul periodo covid 19, la tecnologia è diventata ancora di più parte integrante della nostra quotidianità, videochiamate con la classe e con gli amici, TV 📺 sempre accesa, play station e via dicendo. Realmente tutta questa tecnologia che ha anche il sapore di tanta solitudine, quanto influisce nella vita dei nostri figli e che consigli ci dà per gestirla?

Il periodo di quarantena è stato un momento storico particolare— tutte le nostre “regole di casa” sono state un po’ infrante… Chi non ha dormito fino a tardissimo o rimasto in pigiamo tutto il giorno?) Il bello delle regole è che ci sono le eccezioni– peccato che i piccoli non sanno gestire bene queste eccezioni… ma ci adattiamo…. Adesso che stiamo tornando ai tempi più normali bisogna ricordare che TROPPO è sempre troppo (per loro ma anche per noi) ma non vanno bene nemmeno i divieti assoluti…. La tecnologia può essere un alleato ma anche fare molto male—–così come il coltello che usiamo per tagliare la bistecca. Se lo sapiamo usare, non ci taglieremo ma bisogna imparare ad usarlo e gestirlo con le dovute “regole”.

Quali sono gli ingredienti che ogni famiglia dovrebbe avere nella propria dispensa?!

Amo cucinare quindi nella mia dispensa ci sono tanti ingredienti… e così dovrebbe essere per le famiglie, tantissimi ingredienti! Ma forse quello più importante è la COMUNICAZIONE- per condividere risate, parole di amore, cercare soluzioni, porsi domande. Ma anche per chiedere perdono quando si sbaglia. Noi adulti sbagliamo tutti i giorni. Non bisogna fingere di essere perfetti ma chiedendo perdono/scusa insegniamo ai bambini 1) che NESSUNO ha il diritto di ferire solo perché è più grande, 2) che sbagliare è umano e normale; 3) che si può sempre cercare di riparare un danno.

Quant’è importante dire Ti amo ai nostri figli, un bambino che si sente amato, che adulto sarà?!

Importantissimo dirlo ed importantissimo dimostrarlo. Tutti i giorni. Un bambino che riceve amore imparerà che è DEGNO di ricevere amore e questo gioca un ruolo importantissimo nello sviluppo della propria autostima. Un bambino che sa essere degno di ricevere amore diventerà un adulto che cerca l’amore e che dà amore.. agli altri ma che ama anche se stesso il che probabilmente lo porterà ad evitare comportamenti autolesionisti (relazioni tossiche, dipendenze, ecc…) Poi, è ovvio che ricevere amore da bambino non ti rende immune a questi comportamenti, sarebbe troppo semplicistico quando l’argomento è ben più complesso, ma una base solida di amore, stima, accettazione e rispetto già ci dà un buon inizio!

Inoltre voglio ricordare il sito
http://www.englishisfun.it/

Ringrazio ancora una volta Adriana Cantisani

E ci vediamo in un live!! 😊 🤗

Sbriciolata fragole 🍓 e cioccolato 🍫

Ciao Amiche di Mammah24 😊

Per voi oggi ho fatto una

Sbriciolata fragole 🍓 e cioccolato 🍫

Stampo 24 cm

Per la base :

400 gr di biscotti secchi
180 gr di burro

Per la farcia

150 gr di panna già zuccherata
250 gr di mascarpone
150 gr di fragole 🍓
4 cucchiai abbondanti di nutella

Procedimento!
Sbricioliamo I biscotti e aggiungiamo il burro sciolto prima sul fuoco 🔥

Stampo a cerniera
Foderiamo con carta da forno
Aggiungiamo 3/4 di biscotti sbriciolati per fare la base.
In frigo per 30 minuti.

Adesso sciogliamo la nutella, dopodiché con l’aiuto di un cucchiaio la versiamo nello stampo e livelliamo, poi, 30 minuti il frigo.

Montiamo bene bene la panna fredda, aggiungiamo il mascarpone e poi infine le fragole a pezzetti, (lavate e pulite)

Versiamo tutto e livelliamo.
Prendiamo il restante del composto e con le mani Sbricioliamo I biscotti, così, in maniera imperfetta!

Adesso in frigo per almeno 4 ore.

Dolce frasco tipicamente estivo!

Fatemi sapere se vi è piaciuto! 😊

Associazione Peter Pan onlus

Ciao Amiche di Mammah24

Sono anni che conosco la casa 🏡 di Peter Pan tramite il web
Ammiro i volontari che ne fanno parte, sono vicina con il cuore ❤ a tutte le famiglie che arrivano in un periodo delicato della loro vita, in questa casa 🏡.

Allora tempo fa ho pensato di contattarli, e chiedere una breve intervista.

Gentilmente hanno accettato.

Cos’è l’associazione Peter Pan?

Peter Pan è un’Organizzazione di Volontariato nata 26 anni fa, il 16 novembre 1994 a Roma. La sua missione è aiutare le famiglie che arrivano da fuori Roma per curare i propri figli malati di cancro, in particolare dando loro gratuitamente alloggio e tanto altro.

Com’è nata l’idea di formare questa associazione e perché?

Quest’Isola che ora c’è, nasce dal desiderio di una mamma che non si è chiusa nel dolore della perdita del figlio dopo anni di cure presso il reparto di Oncologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, ma anzi ha voluto realizzare il desiderio del figlio stesso di dare un tetto alle famiglie che non possono permettersi gli affitti romani durante i lunghi periodi delle terapie.

Questa mamma, Marisa, incontra un’altra mamma fantastica, Gianna, che dopo la perdita della figlia per la stessa malattia, era rimasta a dare sostegno a aiuto nel reparto del Bambino Gesù e insieme raccolgono intorno a loro altri genitori e amici e creano l’Associazione.

Dove si trova la casa di Peter pan?

Dopo lunghe battaglie, avventure e pazienza, nel 2000 apre le porte la Prima Casa di Peter Pan sotto al Gianicolo a pochi passi dall’Ospedale Bambino Gesù. Nel frattempo aumentano le persone che si uniscono a Marisa e Gianna, si creano eventi di raccolta fondi, si bussa a tante porte e si raccolgono le adesioni di tanti volontari e le risorse economiche che hanno permesso i lavori di ristrutturazione delle Case, gli affitti e gli altri costi che sosteniamo per aiutare le famiglie.

Ogni famiglia che arriva nella casa di Peter pan, arriva in un momento particolare e difficile della propria vita, cosa fanno i volontari e l’associazione per aiutare questa famiglia?

Così negli anni arrivano centinaia di volontari, risorse e aiuti che permettono di accogliere ad oggi oltre 750 famiglie, decine e decine di migliaia di giornate di accoglienza, servizi, attività e tutto gratuitamente così come deve essere quando si ama perché Peter Pan è Amore e l’Amore, si sa, cura.
Il cancro di un figlio è un terremoto, si perde tutto, anche se stessi. Soprattutto in tempi di COVID. Sai solo che devi salvare tuo figlio, parti da luoghi spesso remoti anche dall’altra parte del mondo, lasciando lavoro, sicurezze e arrivi in una città caotica, grande e sconosciuta, anche molto cara. In ospedale chiedi dove poter stare e ti dicono che andrai a stare con la tua famiglia a Peter Pan. Entri e ti immergi in un nuovo mondo in cui tante famiglie diventano una sola. L’ospedale cura tuo figlio: a tutto il resto ci pensa Peter Pan.

Da quel lontano giugno 2000 ora le Case sono due, grandi e con 30 stanze per le famiglie e tanti altri spazi per gioco, scuola, cucina e tanto altro. Trovi anche tanta attenzione alla sicurezza e igiene, essenziali per i propri figli che per oltre l’80% del periodo delle terapie lo passano nella Grande Casa di Peter Pan.

Ogni storia che arriva nella associazione, inevitabilmente, tocca e cambia, la vita di chi in quel momento gli sta accanto, restate poi in contatto con queste famiglie?

E poi? Un mese, un anno, tre anni dopo. Si esce dalla Casa per tornare a Casa, sapendo che Peter Pan c’è e ci sarà sempre per aiutarti, nella speranza che non serva mai più.

Cosa possiamo fare noi per sostenere questa nobile causa?

Come aiutare l’Isola che c’è? La differenza la fanno le persone. Puoi donare il tuo tempo partecipando al percorso di formazione per diventare volontario, puoi donare il tuo 5xmille e promuovere Peter Pan con la tua rete di amici, colleghi e parenti. Puoi donare e partecipare alle tante campagne di sostegno per mantenere le case, il materiale didattico o ludico per i laboratori, come potrai vedere andando sul sito peterpanonlus.it o dalla pagina nostra fb.

Insieme facciamo la differenza, insieme siamo le fondamenta della Grande Casa di Peter Pan

Gian Paolo Montini

Direttore Generale di Peter Pan ODV

Io ringrazio personalmente il direttore generale.

Ma il mio GRANDE GRAZIE va alle mamme che hanno indirizzato il loro grande dolore per la perdita di un figlio, per creare un grande grandissimo spazio di aiuto alle altre famiglie!
Grazie!

https://m.facebook.com/Peter.Pan.Onlus.Roma

Adolescenza, alla ricerca di una identità!


Buongiorno amiche di Mammah24,
da oggi iniziamo un viaggio dentro una delle fasi più difficili che un figlio possa vivere e di
conseguenza tutta la famiglia (non c’è disagio o gioia che non coinvolga l’intero nucleo familiare).
Un percorso sicuramente utile per chi si trova a vivere questi momenti ma anche e soprattutto per
chi ci si dovrà avvicinare: quel ‘’mostro’’ che chiamiamo con il nome di ADOLESCENZA e che
spesso si ritiene ingestibile.
Bruschi cambiamenti di umore (dalle stelle alle stalle), scoppio della crescita fisica, ribellione alle
regole dei genitori e degli adulti in generale, lealtà per il gruppo di appartenenza, preoccupazioni
per il futuro e aspettative deludenti. Queste sono solo alcune delle caratteristiche.
L’Adolescenza è la tappa fondamentale per la costruzione personale nel percorso di vita di un
ragazzo: una sorta di crisi d’identità alla conquista di uno spazio interiore e nella società.
Questo percorso di crescita e costruzione dipende dal rapporto con il mondo esterno e con il SÈ,
un periodo di metamorfosi durante la quale il ragazzo non riconosce più il bambino che era,
attaccato alla famiglia e privo di prospettive, vuole raggiungere la sua indipendenza cercando la
socialità ma non sa quale sia la sua destinazione.
TAPPA N°1- IL SÈ
Due lettere, una grande complessità. La percezione del sé è la percezione che la persona ha del
proprio corpo, motivazioni, sentimenti, valori, comportamenti che si formano in base all’esperienza.
La persona, in questo caso l’adolescente, giunge a riconoscersi in relazione all’ambiente che lo
circonda ed è influenzata dalla percezione degli altri quindi dal tipo di apprezzamenti che riceve.
Ogni ragazzo ha un suo personale percorso, sia in base al sesso che alle soluzioni che ognuno
adopera per raggiungere l’autonomia.
Circoscrivendo questo concetto al discorso sull’educazione e al rapporto con i genitori, una
considerazione positiva di sé consiste nell’esigenza di continuare a ricevere fiducia, amore e
approvazione soprattutto all’interno del nucleo familiare per poi confrontarsi con i vari contesti in
cui è inserito.
Queste esperienze possono presentare due orizzonti: affermazione e disagio.
Se il primo ha una strada più lineare, il secondo ne presenta una più travagliata che richiede
maggiore attenzione poiché, in alcuni casi, quelle che sono le normali crisi adolescenziali possono
presentarsi come eccessive somatizzazioni, atteggiamenti devianti o autolesionistici.
Affinché l’adolescente riesca ad avere un sano orientamento alla vita, ruolo fondamentale è
ricoperto dalla famiglia e dalla società.
Nelle prossime tappe:

  • Identità personale e il rapporto con il sé – cambiamento fisico ed emotivo, il rapporto con i
    genitori
  • Identità sociale e rapporto con il mondo – sentirsi accettati e il bisogno della comprensione, un
    viaggio nel contesto di disagio e percorsi a rischio, studio e ruolo scuola/famiglia
  • Piccole pillole per un buon orientamento alla vita

Ostetrica Sara Crisci

Ciao Amiche di Mammah24
Da oggi si aggiunge al nostro blog una ostetrica.

Mi chiamo Sarah e sono un’ostetrica libera professionista.

Spesso mi viene rivolta la classica domanda “in quale ospedale lavori’?” ebbene no, non lavoro in nessuno ospedale.
Svolgo la mia attività sul territorio, dove ho maggior modo di essere accanto alle donne, alle mamme e alle famiglie a 360°.
Fin da quando ero una studentessa mi immaginavo come libera professionista, infatti subito dopo la laurea ho iniziato a coltivare pian piano questo desiderio, tutt’ora in continua crescita, attraverso corsi di aggiornamento e attraverso preziose esperienze di formazione e affiancamento.
Nel frattempo è nata la mia piccola Aurora, di ormai due anni e mezzo, grazie a lei ho conferito il titolo più prezioso della mia vita, quello di mamma. Il lungo viaggio durato 9 mesi e la maternità stessa, mi hanno resa ancora più sensibile verso il mondo femminile, più di quanto già lo fossi per vocazione.

L’assistenza ostetrica è determinante per la donna in tutte le più importanti fasi della sua vita in cui necessita di essere guidata, supportata e adeguatamente informata. Con il mio bagaglio, che di volta in volta si arricchisce di esperienze nuove, di mamme e dei loro piccoli, desidero essere un sostegno vicino e disponibile per le donne di tutte le età e le famiglie, un aiuto per chi si prepara a diventare genitore e si trova a dover affrontare le piccole e grandi sfide che incontra lungo il percorso, un punto di riferimento concreto nella continuità dell’assistenza.

Mi occupo di:

Consulenze in epoca preconcezionale

Assistenza alla gravidanza fisiologica

Puerperio

Sostegno allattamento e prime cure del neonato

Svezzamento

Menopausa

CORSI PRE-PARTO

CORSI DI ACQUATICITA IN GRAVIDANZA E NEONATALE(3-36 mesi)

Tamponi

Pap test

Hpv test

Prelievi

Test diagnosi prenatale Prenatal Safe Genoma.

Presso studio P.L.B.su appuntamento/ domicilio.

https://www.facebook.com/Ostetrica-Sarah-Crisci-1481075325358670/

https://m.facebook.com/liberamentebimbi/

Dott.ssa Viviana del Carpio Nutrizionista Fitoterapica

Ciao Amiche di Mammah24 😊

Oggi voglio presentare una nutrizionista fitoterapica

Viviana Del Carpio Dott.ssa in Scienze della Nutrizione umana e in Tecniche Erboristiche Fitoterapia di regolazione metabolica Nutraceutica

Sono Viviana Del Carpio, ideatrice del Cibo e le Erbe: “il cibo che cura, le erbe che nutrono” è il mio fare quotidiano.

Sono una consulente e mi piace definirmi una fitonutrizionista, sinergia tra Fitoterapia e Nutrizione, sintesi del mio percorso di studi. Mi sono laureata in tecniche erboristiche e specializzata in scienze della nutrizione umana nella verde e boscosa umbria.

Gli alimenti vengono visti e scelti per le loro proprietà riequilibranti fisiologiche e funzionali, al pari delle piante officinali.

Nascono così, dal connubio tra alimenti e piante diversi programmi di fitonutrizione personalizzati e non solo.

Nello specifico mi occupo di: -Programmi di fitonutrizione: “Cellulite a 360 gradi”, “Massa grassa”, “Ventre piatto”, “Detox profondo”, “Menopausa”, “Intestino felice”, “stomaco tranquillo”, “Pelle sana e protetta” -Alimentazione vegetale -Educazione alimentare per tutta la famiglia -Integrazione fitoterapica e nutraceutica

Per maggiori informazioni il mio sito web è http://www.vivianadelcarpio.it La mia pagina il cibo e le erbe Potete trovarmi presso lo Studio polifunzionale Libera..mente Bimbi

Mammah24 intervista alle logopediste

Ciao Amiche di Mammah24 😊

Oggi abbiamo un intervista alle nostre logomamme, Claudia Maniscalco e Iolanda Tantalo che personalmente mi hanno dato tanti consigli, su cui lavorare con il mio bambino!

Dottoressa cos’è la logopedia?

Il logopedista è il professionista sanitario che si occupa della prevenzione, della valutazione e della riabilitazione della comunicazione in tutte le sue forme, del linguaggio in età evolutiva, adulta e geriatrica attraverso delle terapie individuali o di gruppo. Il suo principale compito è proprio quello di potenziare il linguaggio, correggendo difetti di pronuncia o veri e propri disturbi legati alla produzione verbale. Le problematiche più comuni dell’età evolutiva riguardano principalmente i ritardi dello sviluppo del linguaggio, i difetti di articolazione e di pronuncia, la povertà lessicale e inerente alla strutturazione della frase o alla narrazione (scritta e orale) difetti di fluenza come la balbuzie ma non solo, in età evolutiva possono anche presentarsi problemi organici di deglutizione deviata, detta deglutizione atipica. Il logopedista si occupa anche del linguaggio scritto e di conseguenza di tutti i disturbi dellapprendimento come la dislessia, la disgrafia, la disortografia e nellambito logico matematico della discalculia.

Se ci accorgiamo che nostro figlio parla poco e male già prima dei 3 anni, è necessario un consulto dal logopedista, oppure è meglio aspettare l’ingresso della materna per vedere se sviluppa da solo il linguaggio?

Se ci accorgiamo che nostro figlio parla poco e male già prima dei 3 anni è giusto intervenire precocemente, questo porta ad avere risultati più rapidi e migliori, con risparmio di tempi, energie e denaro che in un secondo momento verrebbero aumentati. La plasticità neuronale dei bambini e la loro capacità di modificarsi si riducono con la crescita. Correggere un difetto linguistico e impostarne uno corretto è più difficile quanto più esso è consolidato. Più si aspetta, più complicato sarà avere esiti positivi a parità di sforzi.Da non sottovalutare è inoltre laspetto psicologico che ne consegue. Temporeggiare implica aumentare la consapevolezza della difficoltà nel bambino, ampliare le differenze di performance con i coetanei e, conseguentemente, il livello di ansia e frustrazione. Sostenere fin da subito uno sviluppo lento o atipico del linguaggio riduce il rischio di isolamento e linstaurarsi di deficit secondari, soprattutto a carico dellambito emotivo e relazionale.Ulteriore beneficio di un intervento precoce è la creazione di un clima sereno in famiglia, poiché i genitori conoscono le modalità comunicative migliori da adottare e come poter aiutare al meglio il loro figlio. Un supporto logopedico prevede anche un aiuto alla famiglia, fornisce informazioni, suggerisce attività o modalità comunicative da sperimentare.

A che anni I bambini dovrebbero parlare, e soprattutto, quando si ritiene necessario l’intervento del logopedista?

Se avete realizzato che il vostro bambino ha bisogno di seguire un percorso di logopedia, quando iniziare è la domanda che dovete porvi prima di tutte. Chiaramente la risposta è: subito! Non appena notate qualche difficoltà correte a consultare un logopedista, che attraverso una attenta valutazione saprà consigliare i prossimi passi da fare: sarà lui a dirvi quando iniziare, come organizzare la terapia, quanti giorni a settimana dedicarvi e come procedere in linea generale. Il logopedista vi consiglierà eventualmente di rimandare linizio della terapia dopo aver effettuato eventuali visite specialistiche.In generale è buona norma consultare il logopedista se il vostro bambino:Non ha ancora cominciato a parlare a 2 anniNon comprende le parole e gli ordini, anche i più sempliciNon si esprime in maniera comprensibile (da 3 anni in poi)Parla usando solo due sillabeNon pronuncia bene alcune lettere o scambia le lettere allinterno delle paroleNon deglutisce beneBalbettaNon si concentraNon ha una buona coordinazione motoria, scrive e disegna male

Perché oggi più che anni fa si ricorre sempre più spesso al logopedista, cos’è cambiato?!

Noi crediamo ci sia maggiore consapevolezza e maggiore attenzione ai risvolti psicologici del bambino.
Anche perché,sono esposti molto prima allambiente sociale, rispetto al passato, soprattutto grazie al nido. In questo contesto un ritardo del linguaggio viene notato immediatamente. Se un tempo non si faceva troppo caso a un bambino di quattro anni che non parlava correttamente, ora è un fatto che non può passare inosservato e che spesso nasconde un problema, che a sua volta può avere delle conseguenze. Un bambino con difficoltà ad esprimersi può reagire chiudendosi in se stesso, isolandosi, oppure diventando aggressivo nei confronti di coloro che non lo capiscono. Quindi un disordine fonologico può ripercuotersi sullaspetto comportamentale. Non solo. Un disturbo del linguaggio è spesso correlato a una difficoltà di apprendimento alla scuola primaria.

Ci sono degli esercizi che noi genitori possiamo fare a casa per aiutare i nostri bambini a parlare meglio? Quali?

Il ruolo dei genitori e della famiglia nell’apprendimento del linguaggio è decisivo per i bambini, bastano piccoli accorgimenti:
1) Dobbiamo parlare con chiarezza, articolando bene le parole ed evitare di ripetere la forma “storpiata ” prodotta dal bambino, piuttosto ripetere la parola corretta. In questo modo lo correggeremo in modo “indiretto” evitiamo di dire :”no, non si dice così” oppure “ma che hai detto….”, eviteremo così che vada in frustrazione e perda la voglia di parlare. L’ intenzionalità comunicativa è un aspetto fondamentale.
2) chiamare le cose con il proprio nome: per esempio evitare di dire “bau bau” per chiamare il cane o “ciu ciu” per chiamare il treno.
3) utilizziamo frasi corte e semplici per poi aumentare la difficoltà man mano che cresce. E’ importante nella conversazione fare domande alle quali il bambino NON debba rispondere solo con il “si” ed il ”no” ma che necessitino di una risposta più lunga ed argomentativa. 4) è importante parlargli di cose che gli interessano, argomenti che stimolano la sua curiosità e la sua voglia di raccontare. In questo modo sarà portato a sforzarsi a parlare sempre di più, e sempre meglio.
5)evitiamo di anticiparlo e/o di sostituirci a lui nel rispondere anche se dovesse metterci più tempo per farlo. Questo è importante per allenare la sua padronanza del linguaggio e per insegnargli a rispettare i turni della conversazione.
6)argomentiamo quello che facciamo e descriviamo gli oggetti che utilizziamo. E’ utile per il piccolo sentirci parlare. Se siamo in cucina a preparare la cena possiamo raccontargli cosa stiamo facendo (“ora taglio le carote, poi le metto nella pentola, etc.”); oppure nel momento del bagnetto, tutte le sequenze che siano di gioco o di vita quotidiana ci permettono di stimolare il linguaggio.
7) Anche la televisione è importante per l’apprendimento di una lingua: possiamo guardare con lui i cartoni animati per spiegargli meglio cosa sta vedendo e favorire la conversazione.

Cos’è l’iperattività nei bambini? Come può essere curata?

Molti genitori ma anche molti insegnanti ci pongono questa domanda. Spesso si ha quasi paura di utilizzare questo termine per identificare un bambino molto vivace, perché effettivamente si tratta di una vera e propria sindrome: sindrome da deficit di attenzione e iperattività. E’ stata inquadrata e definita scientificamente soltanto di recente, circa venti anni fa negli Stati Uniti, attraverso una pubblicazione dal titolo “Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali DSM III”I bambini con ADHD si muovono tanto, ma fanno faticano anche quando si trovano coinvolti in giochi motori con i loro coetanei, perché non sempre riescono a ricordare o a rispettare le regole e il loro movimento è poco preciso, controllato e stabile. Queste difficoltà si manifestano sempre, a scuola come a casa o al parco, non dipendono solo da stanchezza, agitazione o bisogno di muoversi e non sono causate dalla “maleducazione”: anche dopo essere stati ripresi più volte, i bambini con ADHD non riescono a fermarsi, ad autoregolarsi, né a concentrarsi su una cosa sola. Questo perché l’origine dell’ADHD non è educativa, bensì neurobiologica e interessa il funzionamento e la modulazione dei neurotrasmettitori del Sistema Nervoso Centrale.Questo non significa che i bambini iperattivi presentino delle disabilità intellettive, anzi, molto spesso hanno un’intelligenza superiore alla media, che viene tuttavia accompagnata da difficoltà nell’autocontrollo, incapacità di mantenere l’attenzione per un tempo prolungato e impossibilità di filtrare i numerosi stimoli sensoriali che provengono dall’ambiente circostante. In termini pratici il cervello dei bambini iperattivi risulta quotidianamente bombardato da impulsi e informazioni che cercano di elaborare ma che inevitabilmente li rendono impulsivi, disordinati, poco attenti e ipercinetici.È estremamente difficile per questi bambini stare seduti perché rispondono a qualsiasi cambiamento intorno a loro. Questa loro ipersensibilità agli stimoli li rende delle piccole “trottole” sempre in azione che tentano di svolgere mille attività per poi concluderne poche.Questa sindrome deve essere diagnosticata solitamente entro i sette anni di età. È bene osservare i comportamenti del bambino, e se si dovessero riscontrare alcuni ipercinetici, come ad esempio gesti eccessivamente impulsivi o difficoltà nel concentrarsi, è bene portarlo da un neuropsichiatra infantile. Il medico, specializzato nei disturbi dell’età evolutiva, somministrerà al piccolo test psicologici appositamente studiati e, in base alle risposte, effettuerà una diagnosi. Qualora la sindrome ADHD dovesse essere effettivamente diagnosticata, si consiglierà di effettuare terapie mirate con terapisti cognitivo comportamentali e/o in base alle difficoltà con neuropsicomotricisti e logopedisti che insegnano a gestire al meglio comportamenti ed emozioni oppure optare per un leggero intervento farmacologico. Rivolgersi a dei professionisti, per quanto possa generare ansia, è fondamentale garantire ai bambini iperattivi una vita più semplice e serena

Inoltre voglio ricordare che presso il centro Liberamente bimbi le nostre logopediste effettuano la prima visita in maniera del tutto gratuita!

Logopedista Roma

Io ringrazio personalmente le nostre logomamme! 😊

Ciao Amiche di Mammah24 Merenda che è sempre gradita dai piccoli di casa 🏡 Torta 🥧 Zebrata Stampo da 24 cm. 220 gr zucchero 3 uova 🥚 100 gr di olio di semi di girasole 🌻 110 gr di latte 🥛 260 gr di farina1 bustina di lievito per dolci25 gr di cacao Procedimento Sia che tu abbia una frusta elettrica o il Bimby, Primo step, zucchero e uova, frulliamo per qualche minuto, poi, si aggiunge latte, olio, e la farina con il lievito, amalgamare bene, dopodiché, la metà del composto la mettiamo in una ciotola e con l’altra metà ci aggiungiamo il cacao in polvere. Adesso imburriamo e infariniamo una tortiera. 2 cucchiai di crema bianca 2 cucchiai di crema al cacao Si continua, così fin quando, non abbiamo finito tutto il nostro composto. Forno a 160 ° per 35 minuti Fare sempre la prova stecchino. Cospargete di zucchero a velo! Buona merenda! 😊 #amichemammah24 #mammah24 #bambini #blog #famiglia #amomiofiglio #amoimieifigli #amomiafiglia #cibo #ciambella

Dott.ssa Angela Romano Biologa Nutrizionista

Ciao Amiche di Mammah24 😊

Sono molto felice di annunciarvi che da oggi inizia a fare parte del nostro blog una nutrizionista che io personalmente seguo da un po di tempo, la trovo molto determinata e schietta.

Mi chiamo Angela Romano e sono una Biologa Nutrizionista innamorata del benessere.
La mia formazione come Nutrizionista parte dall’università presso la quale ho conseguito la Laurea in Biotecnologie Mediche e, successivamente, la Specializzazione in Scienze della Nutrizione Umana.

Credo fermamente che oltre all’approccio scientifico, il paziente vada seguito anche dal punto di vista umano con la sua storia e le sue emozioni ed io mi occupo soprattutto di questo.

Con il mio protocollo nutrizionale faccio sì che il paziente, oltre che a raggiungere il suo traguardo in tempi brevi con il mio continuo supporto in ogni momento,conservi con sè un gran bagaglio culturale sulle nozioni della sana alimentazione che insegno io stessa lungo tutto il percorso insieme.

Se avete domande per la dott.ssa, contattatemi all’indirizzo mail del Blog oppure direttamente alla dottoressa!

amichemammah24 #mammah24 #bambini #blog #famiglia #nutrizione

https://www.instagram.com/dottssaangelaromano/

https://m.facebook.com/pages/category/Health—Wellness-Website/Dottssa-Angela-Romano-Biologa-Nutrizionista-711477465634955/

Lockdown

Ciao Amiche di Mammah24

Dopo mesi di lockdown
Mia figlia stamattina ha incontrato per la prima volta una sua amichetta!

Mamma: Non ricordavo più che i miei amici erano fatti di carne ‼️‼️

❤️💙👭🌻🍀🌎☀️🌈♥️

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